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X CONVEGNO SIPI

Miglior contributo orale e miglior contributo poster

In occasione della X Edizione del Convegno Nazionale SIPI sono stati consegnati il “Premio per il miglior contributo orale” e il “Premio per il miglior poster”, con l'obiettivo di valorizzare i due contributi che si sono distinti per:

  • Originalità
  • Rilevanza scientifica
  • Implicazioni cliniche
  • Chiarezza espositiva

 

CONTRIBUTO - MIGLIOR PRESENTAZIONE ORALE

Il ruolo delle credenze nella qualità del sonno nelle persone anziane

Sella E., Cellini N., Miola L.; Sarlo M., Borella E.

Dipartimento di Psicologia Generale - Università degli Studi di Padova

Nell’invecchiamento, il sonno subisce numerosi e profondi cambiamenti. Il sonno, inoltre, è influenzato dalla percezione della propria qualità del sonno, dalle credenze disfunzionali sul sonno, dalle credenze metacognitive sul sonno e infine dalle strategie di controllo dei pensieri nel momento prima di addormentarsi. Tali aspetti associati al sonno, influenzano la qualità dello stesso e di conseguenza la qualità di vita delle persone anziane. L’obiettivo dello studio è quello di descrivere la relazione tra le credenze disfunzionali sul sonno, le credenze metacognitive, le strategie di controllo dei pensieri e la qualità del sonno nelle persone anziane. Hanno partecipato allo studio 50 anziani (33 femmine) di età compresa tra 56 e 86 anni. Per una settimana i partecipanti hanno compilato diversi questionari che indagavano la qualità del sonno soggettiva (Pittsburgh Sleep Quality Index), le credenze disfunzionali sul sonno (Dysfunctional Beliefs and Attitudes about Sleep), le credenze metacognitive sul sonno (Metacognition Questionnaire Insomnia) e le strategie di controllo dei pensieri nel momento prima di dormire (Thought Control Questionnaire Insomnia-revised). Inoltre durante la settimana la persona indossava un actigrafo per registrare aspetti oggettivi di descrizione del sonno come la latenza di addormentamento. I risultati mostrano che l’età di per se non influenza la qualità del sonno. Inoltre le credenze disfunzionali non sono significativamente associate con la qualità del sonno. Al contrario, le credenze metacognitive sono associate positivamente con una peggiore qualità del sonno e con un maggior utilizzo di strategie di controllo dei pensieri pre-addormentamento. In particolare le strategie di distrazione cognitiva e distrazione comportamentale sono associate negativamente con una peggiore qualità del sonno. Infine la latenza di addormentamento misurata in modo oggettivo, tramite l’actigrafo, non risulta associata con le credenze metacognitive sul sonno.

 

CONTRIBUTO - MIGLIOR POSTER

“Mi piace esplorare”. Il ruolo degli atteggiamenti nell’apprendimento dell’ambiente nell’invecchiamento.

Muffato V., Meneghetti C., De Beni R.

Dipartimento di Psicologia Generale, Università degli studi di Padova

Nella vita quotidiana può capitare di dover percorrere una strada appresa camminando direttamente nell'ambiente o attraverso la consultazione di una mappa. Questa capacità può risultare centrale nella persona anziana, perché permette di mantenere autonomia nel muoversi nell'ambiente. Gli studi presenti in letteratura dimostrano che gli anziani hanno maggiori difficoltà rispetto ai giovani nel ripercorrere un percorso. Recenti evidenze suggeriscono, tuttavia, che fattori di differenze individuali possono influire nel ricordo di informazioni spaziali. Un fattore importante, poco studiato, è l’atteggiamento verso i compiti di orientamento, come per esempio il piacere che una persona prova verso l’esplorazione di ambienti nuovi o la preferenza verso gli ambienti noti. L’obiettivo del presente studio è quello di analizzare il ruolo dei fattori individuali, ed in particolare del proprio atteggiamento verso i compiti di orientamento, nell'apprendimento di un ambiente nell'invecchiamento. Un campione di 42 giovani (25-34 anni) e 42 anziani (65-74 anni), dopo aver auto-valutato attraverso un questionario il proprio atteggiamento verso i compiti di orientamento, ha appreso un percorso in un ambiente consultando una mappa e uno mediante un video. Successivamente, ha svolto alcuni compiti di ricordo, tra cui il compito di ripercorso che consisteva nel guardare il video del percorso e nell'indicare le direzioni verso cui proseguire il percorso ad ogni punto di svolta. I risultati hanno confermato le differenze di età a favore dei giovani nei compiti di ricordo dell’ambiente; ma il proprio piacere per l’esplorazione è risultato correlare positivamente con l’accuratezza nell'individuare le svolte del percorso nell'invecchiamento. Si può, quindi, concludere che per la buona riuscita nel ripercorrere un percorso appreso in precedenza, sia attraverso navigazione che attraverso mappa, è importante considerare il ruolo degli atteggiamenti dell’anziano verso i compiti di orientamento.

 

 

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