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10-12-2020

E’ con profondo dolore che apprendiamo dell’improvvisa scomparsa del collega e amico Prof. Carlo CristiniIl Prof. Cristini è stato socio SIPI sin dalla sua fondazione, e uno dei membri più attivi del Direttivo SIPI.

Attento studioso della persona anziana, ha sempre messo in luce gli aspetti positivi dell’invecchiamento, ed in particolar modo la creatività che caratterizza questa fase della vita.

 

carlo cristini 

La Presidente, il Comitato Scientifico e la Segreteria SIPI lo ricordano per la profondità e sensibilità di pensiero, per il suo grande impegno e l’instancabile disponibilità.

 


  

Un ricordo di Carlo Cristini (1952-2020)

Incontrando Carlo era impossibile non sorridere, perché si era immediatamente avvolti da un’aura di positiva operosità, di rispetto, di probità, di rigore etico applicato prima di tutto su se stesso, di gentilezza (non a caso questo è il tema affrontato nella sua ultima fatica editoriale). Fin dal periodo del suo studentato universitario tutto ciò si era reso evidente, anche con l’aiuto ai più bisognosi, agli ultimi di una città dal cuore grande e talora matrigna come è Milano: era inevitabile, era forse già scritto il suo percorso, che lo avrebbe portato, dopo la laurea in Medicina e Chirurgia, a rivolgersi alle discipline psichiatriche, a declinarle nell’ambito della gerontologia, ad affinarle sempre più nel contesto della psicogerontologia. Di questa ultima disciplina egli fu per molti aspetti pioniere: sicuramente lo fu in ambito accademico, a partire da Urbino per proseguire a Brescia, ma lo fu anche in ambito scientifico, proprio con la sua partecipazione alla SIPI, fin dalla fondazione, alla quale anch’egli contribuì. Del resto, il rapporto costante con Marcello Cesa-Bianchi (1926-2018) fu come un lievito, che continuava a produrre buon pane, un buon pane psicogerontologico. Un proverbio valdostano dice che fin che si è ricordati non si è del tutto morti; allora la memoria del messaggio che Carlo ci ha lasciato con gli scritti e con le opere sia quel lievito, che rinnovato e conservato con cura consente di produrre ogni anno, in vista del Natale, il Panettone. Fuor di metafora, al rimpianto per la perdita potremo affiancare la certezza che il suo messaggio psicogerontologico continuerà ad essere con noi, e ad essere lievito per la nostra azione.


Alessandro Porro

 

 

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